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C’era una volta…l’America di Wim Wenders

C’era una volta…l’America di Wim Wenders

Ogni fotografia, ogni “una volta” nel tempo,

è anche l’inizio di una storia

che comincia con “C’era una volta…”

Tutti conoscono Wim Wenders come uno dei più famosi registi tedeschi della storia del cinema contemporaneo, autore di opere che gli hanno valso riconoscimenti internazionali come Lo stato delle cose, Alice nelle città, Paris, Texas , Il cielo sopra Berlino

Ma non tutti sanno del Wim Wenders fotografo.

Ogni foto è anche un aspetto della creazione al di fuori del tempo e il poter fotografare è un atto di presunzione e di ribellione: è troppo bello per essere vero, ma è anche altrettanto troppo vero per essere bello.

‘Safeway’, Corpus Christie, Texas.

In una serie di incredibili scatti, divenuti poi una celebre mostra internazionale, Wenders blocca in un’atmosfera di sospensione e attesa, i luoghi incontrati nel corso dei suoi viaggi in America tra la fine degli anni ’70 e i primi anni 2000. 

I soggetti immortalati, ritratti di solitudini contemporanee che tanto devono all’immaginario dell’artista Edward Hopper, sono i paesaggi.

I paesaggi danno forma alle nostre vite, plasmano il nostro carattere, definiscono la nostra condizione umana e se sei attento acuisci la tua sensibilità nei loro confronti, scopri che hanno storie da raccontare e che sono molto più che semplici luoghi.

Woman in the Window, Los Angeles, California

Attraverso uno sguardo europeo profondamente affascinato dalle policromie penetranti del paesaggio Americano, Wenders racconta suggestioni, situazioni ed energie diverse, in un lasso di tempo lungo trent’anni.

Woman in the Window, Los Angeles, California

Durante questi viaggi il fotografo Wenders, da mero ricercatore di locations o ispirazioni per il suoi film, si trasforma in un osservatore partecipato dei cambiamenti in atto, dalla Guerra Fredda al crollo delle Torri Gemelle.

Un punto di vista che penetra, anche se apparentemente non dice, ma attraversa lo spazio e va oltre. Impossibile non rimanere ipnotizzati da questi vasti spazi semi deserti e da colori così intensi e totalizzanti.

Avevo portato la mia macchina fotografica panoramica, per essere in grado di cogliere l’ampiezza del luogo, e la natura stessa delle foto che scattavamo ci costringeva a rivolgere lo sguardo soprattutto verso il basso. All’improvviso vidi una luce diversa splendere attraverso la polvere e il fumo. Sollevai lo sguardo e mi resi conto che il riflesso del sole aveva immerso per qualche istante Ground Zero in una luce accecante. Era ancora mattina, e fino a quel momento i grattacieli intorno avevano impedito ai raggi del sole di illuminare direttamente lo spazio rado di Ground Zero. Ma adesso gli edifici circostanti contribuivano a deviare la luce. Anche gli operai lo notarono. Vidi Joel [Meyerowitz, il fotografo che aveva ricevuto dal comune di New York il compito di fotografare la macerie, ndr] guardare su, incredulo, borbottando di non aver mai visto nulla di simile in tutti i suoi giorni “di servizio”. Non durò a lungo, e il sole scomparve di nuovo. Ma in quei momenti, nelle poche foto scattate con quella luce, mi sembrò di essere il testimone di un messaggio che il luogo stesso ci consegnava. Era un messaggio di pace. Quel luogo aveva visto un orrore indicibile. Ma ora, per un attimo, mostrava un lampo di bellezza surreale che voleva dire: “Il tempo guarirà le ferite! Questo luogo guarirà! Questo paese guarirà! Ma tutto ciò non deve essere la causa di altri morti! Non lasciamo che questo diventi motivo di ulteriori orrori…”. Questo è ciò che ho capito mentre scattavo le mie foto in quegli attimi beati. E sì, spero di aver immortalato quel messaggio.

Per un approfondimento sul Wim Wenders fotografo, consigliamo:

Una Volta, Wim Wenders, casa editrice Contrasto. 

Introdotto dalla giornalista Leonetta Bentivoglio, il libro si apre con un dialogo tra lei e il regista sui legami che intercorrono tra le immagini e le parole, sul cinema, i viaggi, l’amore e la solitudine. All’interno sessanta brevi storie, a cui si alternano splendide immagini che dialogano tra loro in un viaggio straordinario attraversando paesi differenti.

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